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REGIME FISCALE DEI CORRISPETTIVI SPECIFICI EROGATI DAGLI ASSOCIATI, TESSERATI E CLIENTI DI UN'ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA

27/02/2020

Prima di parlare del trattamento fiscale riservato agli associati, tesserati e terzi è opportuno soffermarci su quali differenze sussistano tra queste tre figure.

L’“associato” ha instaurato un rapporto associativo con l’Associazione.

l’associato vanta nei confronti dell'Associazione una serie di diritti tra i quali quello di essere convocato alle assemblee dei soci, di parteciparvi e di essere informato riguardo al contenuto delle delibere (c.d. vincolo associativo).

 

Il “tesserato”, per il tramite dell’Associazione, instaura un rapporto con l’Ente Sportivo o Federazione Sportiva a cui è affiliata l’Associazione stessa.

Il tesserato (non associato), non avendo instaurato alcun rapporto associativo con l’Associazione, non dovrà essere convocato per le assemblee dei soci, non potrà prenderne parte e non dovrà essere informato circa le delibere assunte dalla stessa.

 

Il “terzo”, infine, non è legato da alcun rapporto associativo con l’Associazione e non risulta tesserato con l’Ente sportivo e/o Federazione alla quale l'Associazione è affiliata, pertanto è inquadrabile alla stregua di un “cliente” fruitore di un servizio.

 

La differenziazione appena descritta è importante ai fini del diverso trattamento fiscale riservato agli “associati”, ai “tesserati” ed ai “terzi”.

 

Come noto, i corrispettivi percepiti da un’Associazione Sportiva Dilettantistica per i servizi resi in diretta attuazione degli scopi istituzionali ai propri associati sono defiscalizzati (ai sensi dell’art. 148, comma 3, del Tuir).

 

L’Agenzia delle Entrate, ha precisato che il trattamento defiscalizzato riservato agli associati è applicabile anche ai soli tesserati non associati.

 

In particolare, l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 18/E/2018 del 1.8.2018 – Par. 7.1, ha precisato quanto segue: “I soggetti nei confronti dei quali devono essere rese le attività svolte dalle associazioni e società sportive dilettantistiche non lucrative ai fini dell’applicazione della disposizione agevolativa di cui all’articolo 148, comma 3, del TUIR, sono in primo luogo quelli aventi la qualifica associati o soci. La disposizione agevolativa in argomento si applica, tuttavia, anche con riferimento alle attività effettuate dall’associazione o società sportiva dilettantistica non lucrativa nei confronti di soggetti frequentatori e/o praticanti che non rivestono la qualifica di soci o associati, a condizione che i destinatari delle attività risultino, come previsto dalla norma, "tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali", vale a dire tesserati della Federazione Sportiva Nazionale, dell’Ente di Promozione Sportiva o della Disciplina Sportiva Associata cui è affiliato l’ente sportivo dilettantistico non lucrativo”.


In altre parole, l’Agenzia delle Entrate pare aver riconosciuto l’equivalenza, ai fini fiscali, del tesseramento al vincolo associativo, così da consentire la defiscalizzazione dei corrispettivi pagati da un associato o da un non associato tesserato al medesimo Ente di Promozione Sportiva, Federazione Sportiva Nazionale o Disciplina Sportiva Associata al quale è affiliata l’Associazione.


Alla luce di questa interpretazione, pare potersi affermare che i c.d. “frequentatori” occasionali dell’Associazione non devono necessariamente diventarne soci, ma possono essere solamente tesserati con il medesimo organismo sportivo (Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva, Discipline Sportive Associate) al quale l’Associazione è affiliata. 

Ciò, sempreché lo Statuto dell’Associazione non limiti l’ingresso ai soli associati e tenendo conto che l’ingresso di tesserati non associati o di terzi rende l’Associazione un luogo pubblico, con le conseguenze che ne derivono in termini di dovute precauzioni disposte dalla normativa di pubblica sicurezza.


Resta fermo, tuttavia, che un’Associazione, in osservanza dello spirito dell’associazionismo, deve svolgere le proprie attività prevalentemente nei confronti dei propri associati. Per valutare il concetto di “prevalenza” è opportuno rivolgersi ad un consulente essendo necessaria una analisi caso per caso.

Si noti inoltre che il principio della “prevalenza” appena descritto non vale per le Società Sportive Dilettantistiche nelle quali è consentita la possibilità di un numero ristretto di soci e di una prevalenza di tesserati.

 

Infine, i corrispettivi per i servizi erogati nei confronti dei “terzi” - e cioè dei soggetti che non rivestono la qualifica né di associati tesserati né di semplici tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali – hanno natura commerciale.

 

Per maggiore chiarezza si riportano alcuni esempi:

 

CASO 1

ASSOCIAZIONE ALFA affiliata a CSEN percepisce corrispettivi specifici per attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali sia dai propri associati che dai tesserati CSEN non associati. In tale caso i corrispettivi pagati dagli associati e dai tesserati suddetti sono defiscalizzati.

 

CASO 2

ASSOCIAZIONE ALFA affiliata a CSEN organizza una manifestazione alla quale partecipano soci di ASSOCIAZIONE BETA affiliata a CSEN. In tale caso le quote di partecipazione pagate dai soci di ASSOCIAZIONE BETA alla ASSOCIAZIONE ALFA sono defiscalizzate.

 

CASO 3

ASSOCIAZIONE ALFA affiliata a CSEN organizza una manifestazione alla quale partecipano soci di ASSOCIAZIONE BETA affiliata ad un diverso Organismo Sportivo. In tale caso le quote di partecipazione pagate dai soci di ASSOCIAZIONE BETA alla ASSOCIAZIONE ALFA sono commerciali.

 

CASO 4

ASSOCIAZIONE ALFA affiliata a CSEN organizza una manifestazione alla quale partecipano TESSERATI NON SOCI di ASSOCIAZIONE BETA affiliata a CSEN. In tale caso le quote di partecipazione pagate dai tesserati non soci di ASSOCIAZIONE BETA alla ASSOCIAZIONE ALFA sono defiscalizzate.


Restiamo a disposizione per eventuali richieste di chiarimenti


Avv. Andrea D'Agata

Avv. Paola Labrini